Dolore simile alla spalla - Due pazienti, due modelli clinici opposti
Nella pratica clinica, i pazienti presentano spesso disturbi alla spalla molto simili:
dolore durante l'elevazione del braccio, difficoltà nelle attività quotidiane, sonno disturbato.
Tuttavia, sintomi identici possono derivare da meccanismi fondamentalmente diversi.
l'analisi del suo caso mette a confronto due pazienti che presenta un analogo dolore alla spalla e dimostra perché Il riconoscimento del modello clinico è più importante dei soli sintomi.
Paziente A - Rigido e Instabile
Uomo di 46 anni, sviluppatore di software, frequenta la palestra due volte alla settimana
Reclamo principale:
“Non riesco a sollevare bene il braccio, mi sembra rigido e pesante”.”
grafico del corpo: 
Comportamento 24 ore su 24:
- Elevazione del braccio: persistentemente rigido e pesante
- Raggiungere la schiena: doloroso e limitato
- Lato destro: ticchettio e dolore notturno
- Piani e flessioni: dolorosi o impossibili
Storia:
Caduta in avanti durante lo sci (meccanismo di flessione). Rapido miglioramento iniziale seguito da un evidente plateau. Diversi episodi di fisioterapia e tentativi di rinforzo senza benefici duraturi.
Risultati oggettivi - test di ipotesi
Prove di tenuta posteriore
- Ispezione: testa omerale posizionata anteriormente a riposo

- Flessione e abduzione attive: rigida, fol limitato alla glenoide.

- Rotazione interna a 90° di abduzione: limitata; rotazione esterna a 90° di abduzione: dolorosa

- test di funzionalità muscolare per infraspinato e sottoscapolare

(se si vuole, si può considerare il rapporto tra rotatori mediali e laterali, nonché il braccio dominante e non dominante).
- Test passivo:
- flessione orizzontale rigida e rotazione interna limitata a 90° in abduzione

- Durante l'IR a 45° di abduzione, la testa omerale trasla anteriormente
- flessione orizzontale rigida e rotazione interna limitata a 90° in abduzione
➡️ Il movimento è limitato e compensato.
Prove di instabilità anteriore dinamica
- Test di arresto e ricollocazione: positivo

- Cassetto anteriore: positivo

➡️ Il centraggio attivo non funziona sotto carico.
Schema clinico - Paziente A
Tensione posteriore combinata con instabilità dinamica anteriore
Le strutture posteriori limitate limitano il movimento disponibile.
Un controllo dinamico insufficiente consente la traslazione anteriore quando viene applicato il carico.
Questo spiega:
- Perché la sola mobilizzazione aggrava i sintomi
- perché il solo rafforzamento è scarsamente tollerato
Paziente B - Dolorante e Instabile
Donna di 60 anni, insegnante di scuola materna, giocatrice di pallavolo amatoriale
Reclamo principale:
Dolore durante l'elevazione del braccio.
grafico del corpo:
Comportamento dei sintomi
- Lavare e raggiungere l'altra spalla: doloroso
- Medicazione: dolorosa
- Raggiungimento dell'alto (tazze, piatti): doloroso
- Dormire sul lato sinistro: doloroso
- Press-up: impossibile
Storia:
Colpo diretto al braccio durante la pallavolo. Peggioramento progressivo nonostante la fisioterapia. Iniezione di corticosteroidi senza effetto, seguita da corticosteroidi per via orale. Radiografie normali non degne di nota.
Risultati oggettivi - revisione delle ipotesi
Ipotesi iniziale: tensione posteriore?
- Ispezione: atrofia dell'infraspinato

- Flessione e abduzione attive: dolorose e limitate

- Rotazione interna ed esterna a 90° in abduzione: dolorosa.

- La flessione orizzontale passiva e l'IR appaiono limitate

Tuttavia:
- nessuna sensazione di rigidità o durezza
- Il movimento si interrompe principalmente a causa del dolore
Osservazione chiave
- Palpabile sublussazione della testa omerale durante il test

- Ispezione: visibile atrofia dell'infraspinato
➡️ Il movimento non si interrompe a causa della rigidità, ma perché l'articolazione non riesce a mantenere la posizione.
Prove di instabilità posteriore
- Segno del solco: positivo

- Cassetto posteriore: positivo

-
- chiara traduzione posteriore:
- chiara traduzione posteriore:
➡️ Conferma un modello di instabilità posteriore clinicamente rilevante.
Schema clinico - Paziente B
Instabilità posteriore con presentazione dominante del dolore
A differenza del paziente A, la mobilità non è meccanicamente limitata.
La caratteristica dominante è instabilità posteriore combinata con elevata irritabilità.
Le limitazioni apparenti nella rotazione interna e nella flessione orizzontale sono principalmente determinate dal dolore, senza una solida sensazione capsulare finale. Il movimento si interrompe perché l'articolazione non riesce a mantenere la congruenza, non perché le strutture posteriori sono accorciate.
Il segno del solco positivo e il cassetto posteriore confermano una traslazione posteriore clinicamente rilevante. La sublussazione palpabile durante i test e la visibile atrofia dell'infraspinato confermano l'insufficiente contributo della cuffia posteriore e la ridotta stabilizzazione dinamica.
Questo spiega:
-
perché i sintomi sono progressivamente peggiorati
-
perché gli approcci alla mobilitazione possono aggravare anziché migliorare
-
perché il trattamento con corticosteroidi ha ridotto l'infiammazione ma non ha risolto il driver meccanico
A differenza del paziente A, la traslazione non è compensatoria: è la disfunzione primaria.
Messaggi clinici chiave
- I sintomi da soli non definiscono il problema
- La riduzione del movimento non equivale alla rigidità
- La restrizione dolorosa può riflettere instabilità, non la tenuta
- Migliorare la mobilità laddove manca il controllo spesso aggrava i sintomi.
- La domanda clinica chiave è:
Il movimento è limitato dai tessuti o dall'incapacità di controllarli?
Pensiero finale
L'esperienza clinica non consiste nel confermare le ipotesi.
si tratta di abbandonarli quando i risultati non sono più adeguati.


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